Alla scoperta delle cantine del Veneto

Da molto tempo l’idea di spingermi ad Est fra le cantine del Veneto era entrata nei miei pensieri. Affascinato dalla storia di quei territori e dal paesaggio, ho colto l’occasione associandola alla necessità di incontrare alcune cantine che hanno aderito a cantine.wine. Seguendo la mia filosofia di vita che se non conosci direttamente non puoi aiutare e consigliare, anche con cantine.wine cerco spesso di fare dei tour e visitare le cantine per calarmi nelle loro realtà ed ascoltare. E poi, girare l’Italia avendo come guide speciali i viticoltori è proprio emozionante.  

Tutto pronto, Carol ha contattato le cantine, incastrato ogni singolo incontro calcolando le distanze e ottimizzato tutto ciò che riguardava il lavoro. Per il resto la casualità mi avrebbe portato nel luogo giusto al momento perfetto. Giovedì sera le solite ansie da “abbandono della nave”: impartiti i lavori ai colleghi, sistemato il pc, tutto il materiale necessario e fatto il pieno. Ogni volta ti prepari come se dovessi stare fuori un mese e già il lunedì mattina sei al posto di “comando”.

valeggio sul mincio
Prima tappa: Valeggio sul Mincio. Bella come un quadro impressionista.

Partenza venerdì mattina presto e dopo poco più di un’ora la prima sosta alla Tenuta San Leone. La zona la conosco bene e la ritengo una vera e propria mancanza non averla mai visitata: Valeggio sul Mincio. Cosa dire di un luogo che sembra dipinto da un pittore impressionista e che si trova a pochissimi passi da Verona e dalla sponda Sud del Lago di Garda.

La Tenuta San Leone si presenta come un edificio curato nei minimi particolari, con un ampio parcheggio e un bellissimo parco dove sostare e rilassarsi (ha anche un bel parco giochi all’aperto per i più piccoli). Un caffè gentilmente offerto dal signor Fabio e iniziamo a parlare di lavoro.

tenuta san leone
L’interno della cantina Tenuta San Leone

Successivamente mi racconta del loro modo di fare ospitalità, dei progetti in corso per ampliare ancora di più l’offerta e della possibilità, a richiesta del cliente, di pernottare nelle vicinanze della cantina. Dopo aver visitato il museo (pezzi bellissimi di un passato dietro l’angolo) arriviamo al primo piano dove è possibile avere una stupenda panoramica sulla cantina e su tutto il lavoro che vi viene svolto. 

tenuta san leone
Le botti della cantina Tenuta San Leone

La costruzione di un percorso aereo innovativo racchiude totalmente la filosofia dell’azienda: far entrare il visitatore nel cuore della produzione in ogni periodo dell’anno. Dare la possibilità di vedere, in totale sicurezza, come si svolge ogni singola lavorazione dalla vinificazione all’imbottigliamento. Un punto di congiunzione unico fra i vitigni autoctoni e internazionali nei quali è immersa l’azienda e il grandissimo punto vendita che offre una panoramica completa sui prodotti: vini sfusi e in bottiglia, confezioni regalo e la professionalità di coloro che ascoltando il cliente riescono a guidare nell’acquisto (e per tutti coloro che visitano la Tenuta San Leone c’è anche una gradita sorpresa a fine visita).

tenuta san leone
Vista dall’alto di Tenuta San Leone (drone)

Non vedo l’ora di stappare i vini della Tenuta San Leone, che mi accompagneranno sicuramente nella prossima cena…vista l’ora non era il caso di degustarli a colazione. Aprire un vino dopo aver visitato la cantina che lo produce riporta ad emozioni vissute, a parole sentite, alla storia di un territorio acquistando un sapore diverso. Purtroppo il tempo più è piacevole e più corre veloce e dopo aver fatto una panoramica dall’alto con il mio drone, ed aver ringraziato Fabio per la sua speciale accoglienza, sono pronto per il secondo appuntamento. 

Soltanto mezz’ora di viaggio e giungo alla seconda cantina: Azienda Agricola Mizzon. Pochi istanti e sono nella Valpolicella. Ad attendermi e darmi un caloroso benvenuto c’è Brando, un pastore tedesco simpaticissimo che mi guida verso la cantina e il suo punto vendita dove mi attende Elena; Cordialmente mi presenta l’azienda di proprietà del Signor Nicola ed i suoi vini (Amarone, Recioto, Ripasso, le grappe ne sono soltanto un esempio). Una grande passione per i vigneti autoctoni  e la lunga storia vitivinicola dell’azienda, 101 candeline!!! L’azienda iniziata a carattere agricolo per la produzione di frutta e verdura si trasforma intorno agli anni ‘60 in azienda vitivinicola diventando ben presto nota per la qualità dei suoi vini (il nonno Giuseppe era chiamato “il Re del Recioto”).

vini mizzon
Vini dell’azienda vitivinicola in esposizione

Niente è mai stato lasciato al caso e ogni scelta ha sempre voluto mettere al primo posto la salvaguardia del territorio e dei suoi prodotti naturali. Parliamo anche in questo caso di lavoro e mi spiega come vengono fatte le visite in cantina presso di loro: la passeggiata “conoscitiva” nella vigna a contatto diretto con le viti e la terra, la cantina per assaporarne i profumi, il fruttaio e alla fine la degustazione guidata. Elena mi racconta anche piccoli aneddoti storici della cantina e dei suoi proprietari (come la casualità degli inizi quando a nonno Giuseppe interessava più l’allevamento che non la viticoltura ma una notte gli rubarono tutto il bestiame e, fortunatamente per noi, riversò tutte le sue attenzioni sul vino).

Tutta la conversazione si tiene sotto un fresco porticato che si affaccia sulla vigna: una splendida vista sul vigneto nel silenzio della collina. Non poteva mancare la degustazione a cui partecipa anche Nicola, il titolare, e la spiegazione dell’importante progetto che sta portando avanti l’azienda, la produzione di nicchia (appena 400 bottiglie) dell’Amarone in anfora. Vini con grande personalità e profumi intensi e persistenti ma allo stesso tempo armoniosi ed equilibrati al palato.

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Lascio libera Elena di occuparsi dei tanti lavori di coordinamento dell’attività e mi congedo subito dopo aver fatto delle bellissime riprese con il drone.

vista cantina mizzon vigneti
Vista dall’alto della cantina e dei vigneti (drone)

Di nuovo in auto ma la prossima cantina prevede l’arrivo intorno le 17. Dalla provincia di Verona mi trasferisco nella provincia di Treviso scegliendo strade di collegamento interne e panoramiche. Quel “certo languorino” inizia a farsi sentire e trovo sul mio percorso una tipica osteria frequentata da persone del luogo con piatti succulenti.

Arrivo alla Cantina Ca’ di Rajo (vedi intervista 4 chiacchere con il produttore) con un po’ di anticipo e ne approfitto per giocare con il mio drone al tramonto. La giornata è splendida e i colori delle viti sotto gli ultimi raggi di sole formano un infinito mare rosso/ramato che mosso dalla leggera brezza sembra formare delle onde. Rimango a bocca aperta quando inquadrando la vigna vicino la cantina noto un intreccio di rombi perfetto, un tappeto di tralci di vite costruito dalla maestria dell’uomo: la “Bellussera”.

vista ca di rajo bellussera
Vista dall’alto della Cantina Ca’ di Rajo e della Bellussera (drone)

Avvicinandosi l’ora dell’appuntamento vengo accolto dalla signora Sandra che raccontandosi mi rende immediatamente partecipe della storia della sua famiglia. Edificio storico ristrutturato, ampi spazi e una vendemmia che ormai volge al termine. La signora Sandra mi unisce ad una coppia di giovani ragazzi che erano giunti per una visita in cantina e ne’ approfitto per rendermi conto di come viene gestita l’ospitalità e per conoscere meglio il territorio. È una cantina storica proiettata nel futuro, fra salvaguardia dei metodi di produzione antichi, come appunto la Bellussera, e un occhio puntato all’innovazione (vedi la linea di spumanti Epsilon).

spumanti epsilon ca di rajo
Linea di spumanti Epsilon di Ca’ di Rajo

Il tempo sembra volare nei racconti del vecchio convento, della torre e della leggenda del “diavolo a Rai”; Rai è il nome attuale della località che in passato era chiamata Rajo. La mia attenzione viene rapita dalla presenza di un bellissimo cagnolino dal pelo nocciola che si sdraia ai miei piedi a zampette all’aria. Confesso di essere stato distolto dal racconto del vitigno del Raboso e della “vendemmia dei bambini” che si sarebbe svolta il giorno successivo proprio in una vigna a bellussera di dimensioni da “paese delle meraviglie”.

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Il mio nuovo e simpatico amico peloso

Ormai è quasi buio ed entriamo nell’edificio che ospita sia la cantina che la sala degustazione. Qui la fusione fra arte e vino trova la sua massima espressione. Niente è lasciato al caso, etichette studiate nei minimi particolari, confezioni dipinte da artisti, quadri e piccoli cadeau di riciclo.

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Alla fine, ma sicuramente non per importanza, una degustazione guidata dei fiori all’occhiello della cantina Ca’ di Rajo accompagnati da prelibatezze locali. Ogni vino con un suo carattere, una personalità decisa nella sua eleganza che difficilmente si può dimenticare. 

degustazione ca' di rajo
Degustazione dei vini di Ca’ di Rajo

È arrivato il momento di partire e avvicinarsi alla prossima cantina. Destinazione Friuli Venezia Giulia e più precisamente Palmanova. Ho scelto questo posto per il pernottamento non soltanto perché vicino alla prima cantina della mattina ma soprattutto perché la sua storia e la sua planimetria mi hanno sempre incuriosito; vista dall’alto è una stella perfetta. La stanchezza si fa sentire e all’arrivo un letto comodissimo mi attende. Direi che per oggi le emozioni non sono mancate e sicuramente non mancheranno a tutti coloro che visiteranno una di queste cantine. 

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