Viaggio fra le cantine del Friuli Venezia Giulia

Oggi visita di quattro cantine del Friuli Venezia Giulia, quindi un bel caffè e via verso la prima: Cantina Ca’ Tullio. Questa cantina si trova vicino ad una perla di rara bellezza, Aquileia, ed è vicina in linea d’aria al mare. Raggiungendo con l’auto la cantina mi sono reso conto di quanta storia fosse contenuta in così pochi metri quadrati. Dall’antica Roma alla prima guerra mondiale, un posto pazzesco da visitare con più calma alla prossima occasione. La giornata è magnifica e Ca’ Tullio mi colpisce immediatamente in senso positivo. Una perfetta ristrutturazione di edilizia industriale. Ad accogliermi nel wine shop c’è Lucia che mi svela che si tratta in effetti di un antico essiccatoio di tabacco poi convertito a cantina, un’azienda di fine ‘800 che dava lavoro a gran parte del paese.

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L’edificio storico che ospita la cantin Ca’ Tullio

Nel dialogo emergono subito un rispetto massimo per le tradizioni e per le coltivazioni autoctone con un desiderio altrettanto grande di rivolgersi verso il futuro soprattutto a livello organizzativo e gestionale. Il dialogo con Elena e con il proprietario, che si è aggiunto nella visita, mostra una imprenditorialità giovane e determinata abbinata ad una volontà di far conoscere il proprio lavoro nel modo più curato e completo possibile: creare un’emozione in coloro che passeranno di qua. La parte espositiva di antichi utensili per la vendemmia mi colpisce insieme alle altezze dell’edificio; pareti in mattone altissime, travi a vista che ricoprono le stanze, una cantina che osservata dal basso verso l’alto sembra non avere mai fine. 

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Le botti e le travi a vista della cantina

Una prospettiva nuova che non avevo mai trovato, una verticalità estrema che crea nell’osservatore un senso di stupore, soggezione e rispetto. Elegante nelle sue sale ricevimenti, calda per l’atmosfera creata dalla ristrutturazione che mattoncino dopo mattoncino avvolge e dona serenità. Come definito dall’azienda stessa “… è il tramandarsi di una preziosa storia di un luogo che ha potuto trovare nuova vita diventando ad oggi uno dei rari esempi di archeologia industriale del Friuli Venezia Giulia. La cantina è stata inserita, infatti nel catalogo ufficiale del Tusimo FVG fra i luoghi più belli che merita di essere visitati…”. 

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Sala ricevimento di Ca’ Tullio

Oggetto di dialogo diventano le uve autoctone come il Refosco dal peduncolo rosso, il Friulano, la Ribolla, il Pignolo (vigneto riscoperto negli anni ‘70) e tante altre che si trasformano ben presto in una degustazione piacevole e familiare accompagnata da ottimi prodotti locali. Finita la visita mi dedico ancora qualche minuto al mio solito “volo” con il drone sulla cantina e scopro così la vastità dei vigneti intorno.

Vuoi sapere di più sul Vino Ribolla Gialla? Leggete anche Ribolla Gialla, un vino che fa tendenza

Di corsa verso la seconda visita della mattina in una cantina distante circa 50 min.: Villa de Claricini Dornpacher. Sono vicino a Cividale del Friuli e fortunatamente la giornata continua ad essere magnifica. Il cielo terso esalta ancora di più il colore chiaro della villa e il verde dell’immenso giardino che l’avvolge. Nella corte laterale fremono i preparativi per un matrimonio che si tiene nel pomeriggio e io mi diverto a vedere con quanta cura tutto venga sistemato al millimetro. Arriva Paolo ed è come ritrovare un vecchio amico. Ci eravamo conosciuti a distanza durante il lockdown quando aveva partecipato ad una delle mie interviste pubblicate su Youtube (vedi intervista). Parliamo del lavoro di entrambi e immediatamente mi rendo conto di quanto il mio (topo da scrivania) mi faccia perdere quel contatto diretto con la natura che invece Paolo ha l’onere e l’onore di vivere ogni giorno.

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Villa De Claricini

Villa de Claricini fu edificata nel XVII sec. dalla famiglia omonima e dal 1971 è una fondazione voluta dalla Contessa Giuditta,ultima proprietaria, per la sua conservazione e l’utilizzo in eventi culturali. Le attività svolte da Paolo vanno dall’agricoltura, alla viticoltura alle tante iniziative culturali che si svolgono all’interno dei possedimenti della fondazione. Un lavoro immane che non vede soste svolto con l’attenzione che il ruolo impone e con una passione e un amore paterno. Cammino nei vigneti adiacenti, mi fermo a fare qualche foto al parco curato tanto da sembrare finto e ammiro la villa da una nuova prospettiva. Il dialogo spazia dal frumento al vino, dagli eventi ai futuri impegni; tanti progetti uno più bello dell’altro. Se non fosse per gli abiti indossati crederei di essere in “Ritorno al … passato” tanta è l’atmosfera che circonda questo luogo.

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Vigneti nei dintorni di Villa De Claricini

Ci avviciniamo alla parte della corte interna ove si trova l’accoglienza e salgo una scala ripida che mi porta in un sottotetto carico di profumi: qui avviene l’appassimento delle uve. Tanti grappoli tutti stesi a riposare e vicino il granaio. Ancora fuori parliamo della storia di questi luoghi, della prima guerra mondiale, di quanto ancora le tradizioni del posto siano legate alle diverse culture che vi sono passate. Nella viticoltura, ad esempio, si sente molto l’influenza germanica rispetto a quella francese più presente in Piemonte (anche alcuni strumenti di lavoro hanno nomi tedeschi o slavi che non saprei mai scrivere). È tardi ancora una volta, un volo sopra questo paradiso e sono costretto a ripartire. 

Un’altra tipica trattoria dove pranzare veloce per non arrivare in ritardo alla vicina Azienda Agricola Il Roncal. Un’atmosfera totalmente diversa mi attende, ma allo stesso tempo sempre rilassata. Un lungo viale conduce ad un bellissimo casolare ristrutturato di un bel colore rosso mattone, intorno il Resort e la piscina. Alcuni ospiti che sorseggiano del buon vino e vigne a perdita d’occhio. Nella wine shop mi attende …. e iniziamo a raccontarci vicendevolmente io del mio lavoro e lei dell’azienda che rappresenta. La proprietà si trova sul colle Montebello vicino Cividale del Friuli (Patrimonio Mondiale dell’Unesco) e domina i territori sottostanti (tutti a vigneto), 80.000 bottiglie annue prodotte e un commercio che si rivolge prevalentemente alla Germania e all’Austria anche come enoturismo.

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Azienda Agricola Il Roncal vista dall’alto

Il nome dell’Azienda deriva proprio dalla conformazione del territorio infatti Il Roncal in friulano significa proprio terreno in collina coltivato a terrazze (ronchi). Inutile dire che bellezze possa aver ripreso il mio drone dall’alto. L’aggettivo che denota al meglio questa cantina è “eleganza”: non solo nell’accoglienza che viene riservata a me e sicuramente a tutti gli ospiti che vi soggiornano ma anche nell’esposizione delle bottiglie, in quel tocco particolare che troviamo nella cantina al piano interrato dove sembra di entrare in uno scrigno.

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Cantina interrata Il Roncal

C’è una grande attenzione al territorio e alla tradizione in completa armonia con l’innovazione e la sperimentazione. Assaggio, rapito dal suo profumo che esplode al naso e alla bocca, la Ribolla Gialla 2019 Colli Orientali del Friuli che ha vinto numerosi premi fra cui 95 punti riconosciuti al Decanter Word Wine Awards. Noto anche il famoso Picolit friulano e mi viene presentato un fiore all’occhiello della produzione: un amaro fatto proprio con la ribolla gialla a dimostrare di quanto la sperimentazione sia presente e perseguita.

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Esposizione di bottiglie

Capisco ancora di più l’importanza delle terre a confine e come da un punto di vista economico e turistico queste zone siano strettamente connesse con i paesi nordici (Germania e Austria in primis) che in questo caso si dimostrano dei veri e propri buongustai. Riprendo il cammino con la consapevolezza di quanto una visita in cantina non sia solo un modo diverso di passare un giorno di festa ma un momento dove storia, tradizione, geografia e passione si fondono per regalare emozioni. 

Vuoi approfondire il vino Picolit? Leggi anche Il Picolit: storia di un grande vino friulano

Una mezz’ora puntando verso Sud e arrivo a Strassoldo nell’azienda  Villa Vitas. Altro posto che toglie il fiato dalla bellezza: Strassoldo è un borgo fortificato fra Palmanova e Aquileia, a ragione inserito nella lista dei borghi più belli d’Italia. Nuovo piacevole incontro (che tinge ancora di rosa il mondo delle cantine) con… e nuove nozioni sulla famiglia Vitas (da commercianti di vini a Trieste a produttori in quel di Strassoldo dal 1937).

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Borgo di Strassoldo

In totale più di 100 anni di amore per il vino. Una bella cantina (90.000 bottiglie annue indirizzare soprattutto in Germania e Giappone) con abitazione annessa dei proprietari e, dietro un cancello in ferro dal sapore antico, una vista inaspettata: una dimora storica settecentesca con annesso parco secolare a disposizione degli ospiti che vorranno soggiornare qui. Un altro pezzo di storia italiana del quale non conoscevo l’esistenza: la villa (allora in territorio austriaco), prima di diventare di proprietà della famiglia Vitas, venne acquistata nel 1891 dal Barone Kuhn von Kuhnenfeld ministro della guerra e consigliere dell’imperatore Francesco Giuseppe.

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Stemma degli Asburgo

Ovviamente luogo ideale per ricevimenti e eventi, accoglie tutti coloro che vogliono trascorrere un periodo di vero relax. Grande attenzione, anche in questo caso, per i vitigni autoctoni e internazionali che prendono da questi terreni profumi unici. Cammino dentro la villa con la mia preziosa guida, mi affaccio dalle finestre verso il parco e in un attimo mi immedesimo in uno dei tanti ospiti che ha la fortuna di poter godere di un risveglio in così tanta pace. Ormai le luci del tramonto sono vicine e le riprese dall’alto prendono la luce migliore. Il parco è di un verde cupo intervallato dal rosso vivo delle foglie autunnali e delle viti nelle vicinanze; all’improvviso la villa, di un rosa cipria delicato, delinea la proprietà verso il paese. 

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Villa Vitas

Prima di uscire incontriamo la proprietaria, un portamento fiero e tanti ricordi da condividere. Parliamo della sua Trieste, dei periodi trascorsi nella Tenuta, dei figli e dei nipoti, dei ricordi di una vita che l’ha vista e la vedrà come protagonista. Un profumo di famiglia all’improvviso riempie il cortile e sembra di sentire le stridule voci dei bambini che giocano nei tardi pomeriggi di fine estate a nascondino fra le botti e i trattori di coloro che continuano a lavorare la vigna. Il profumo del mosto che inebria l’aria e i grilli e le cicale che intonano i loro canti; l’abbaiare di un cane avvisa dell’arrivo di un forestiero… e io che torno in me e capisco che è ancora una volta l’ora di ripartire. 

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