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L’alfabeto del vino: Y come… Sommelier?!

Abbiamo confuso le lettere? Niente affatto. Per la lettera Y abbiamo scelto Ye Liu Jie, la prima donna di origine cinese a diventare sommelier. Scopriamo la sua storia.

La storia di Ye Liu Jie

Ye Liu Jie è stata la prima donna di origine cinese a diventare sommelier: si è diplomata in Italia dopo aver seguito tutti e tre i corsi AIS. La storia di Ye (come la chiamano i clienti) è la storia di molti giovani in cerca di una prospettiva futura, della realizzazione di un sogno, della ferrea volontà che spinge ad andare avanti sulla propria strada. Ye arriva in Italia da un villaggio vicino Wenzhu a 18 anni per ricongiungersi con la mamma. Non sa la lingua ma ha la giovane età e la volontà dalla sua parte. Frequenta nuovamente tutte le superiori dall’inizio (le sue non erano riconosciute) per poter imparare la lingua italiana e dopo 5 anni è diplomata ad un Istituto per il turismo.

ye liu jie sommelier

Dopo sceglie Economia all’Università. Durante gli studi, come fanno molti giovani, inizia a lavorare in una enoteca. Dimostra subito tutte le sue capacità e duttilità; fa una bella gavetta partendo dai lavori più umili fino a diventare braccio destro del titolare. Intanto culla un sogno e decide di realizzarlo, diventare sommelier. Lavorando in enoteca si appassiona sempre più al mondo del vino e vuole imparare tutto ciò che è possibile per consigliare nel modo corretto i clienti, capire le loro necessità, indirizzarli verso le scelte migliori.

Le ambizioni sono ancora più alte perché a Ye piacerebbe diventare la portavoce dei vini italiani in Cina. Si iscrive ad un corso AIS e dopo tanto studio diventa la prima donna cinese sommelier in Italia. In una intervista ha dichiarato «Ho scoperto un mondo. Mi affascina molto la complessità, la varietà dei profumi, mai sentiti prima. In Cina c’è il più grande mercato mondiale ma il vino non lo capiscono bene, non sanno come si beve: io vorrei spiegarglielo».

Ma chi è e cosa fa in concreto un sommelier?

Il termine sommelier deriva dal francese saumalier che vuole dire “conducente di bestie da soma”, mutando solo successivamente in cantiniere prima e in “somigliere” poi (uomo che versa il vino nel bicchiere). I primi personaggi legati all’arte di servire il vino si ritrovano già nel XVII sec a.C., li ritroviamo anche nell’antica Grecia e nell’Impero Romano (“Arbiter Bibend” era la persona fidata che aveva il compito di preparare la miscela di acqua e vino per i convivi). Ruolo fondamentale nel Rinascimento era quello del “buttigliere”, detentore di un rigido cerimoniale e responsabile delle bevande. Ma oggi cosa fa il sommelier? Il sommelier è prima di tutto un professionista molto serio e preparato che si occupa di svariati aspetti legati al mondo del vino. È una figura poliedrica e una professione che, se fatta con dedizione e passione, apre molte strade anche da un punto di vista lavorativo.

Prima di tutto il sommelier:

  • gestisce la scelta e il servizio dei vini in numerose circostanze (ristoranti, enoteche, catering, manifestazioni ed eventi)
  • collabora con i produttori che molto spesso lo chiamano nelle cantine
  • segue degustazioni e seminari
  • effettua docenze

Le attività del sommelier

Il sommelier può lavorare stabilmente in determinate realtà (ristoranti, alberghi, cantine) o essere chiamato per prestare occasionalmente la propria preziosa attività. Contraddistingue questa figura professionale l’eleganza, l’attenzione ai dettagli, l’educazione e la simpatia (direi anche l’empatia con il cliente). La divisa deve sempre essere impeccabile e la persona curata nell’insieme. I capelli, per le donne soprattutto, devono essere legati, le unghie corte e curate, nessun profumo nel momento del servizio. Durante il servizio il sommelier non può fumare, bere, mangiare o usare il cellulare. Il comportamento deve essere sempre all’altezza del ruolo svolto. I cinque oggetti indispensabili per il servizio sono il tastevin (che il sommelier deve sempre portare al collo come simbolo distintivo), cavatappi, frangino (il tovagliolo per il servizio), pinze da Champagne e termometro.  

tastevin

In qualsiasi circostanza si trovi a lavorare, deve curare personalmente la cantina (con il corretto posizionamento dei vini), la carta dei vini e l’apparecchiatura dei bicchieri. Il servizio, infine, è la parte più bella e complessa al tempo stesso per il cerimoniale rigido che è alla base. Sapere come si serve e chi si deve servire, soprattutto in banchetti ufficiali, e imparare a conoscere i gusti dei clienti per anticiparne le richieste. Essere sempre disponibile ma discreto ed educato. E, soprattutto in degustazione, portare il cliente a scoprire un mondo complesso fatto di profumi, sentori, aromi che esplodono in bocca e nel naso guidando dalla persona alle prime armi all’esperto.

Sei curioso di conoscere l’ultima lettera delle parole del vino? Leggi anche: “L’alfabeto del vino: Z come Zinfandel”

Insomma potremmo dire che per diventare sommelier occorre tanta curiosità, passione, dedizione e professionalità ma alla fine il premio è alto: svelare un poco alla volta tutti i segreti di quel meraviglioso mondo che ruota intorno al vino.

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