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L’alfabeto del vino: A come Archetti

Un bel calice e la giusta quantità di vino nel bicchiere… Alt! Non berlo subito, ma prova ad immaginare solo dall’esame visivo come sarà il tuo vino. Fallo roteare nel bicchiere (se non sei abituato basta appoggiare il bicchiere sul tavolo e fare dei piccoli cerchi) e oltre ad ossigenarlo noterai subito come lo stesso tenda a scendere lungo le pareti del calice.  Non immagini quante cose puoi capire da questo singolo gesto.

lacrime vino bianco

Le tracce in questione sono chiamate “archetti” e le gocce che scendono verso il basso prendono il romantico nome di “lacrime”. Osserva come si è comportato il tuo vino: rotea, metti il calice ad altezza d’occhio con una buona illuminazione e poni attenzione agli archetti e alle lacrime che si sono formate e che stanno scendendo. Se si sono formati pochi archetti e le lacrime scendono velocemente, sicuramente avrà un grado alcolico basso (11,5%-12%) e di struttura leggera (ad esempio un vino giovane). Al contrario archetti fitti e lacrime che scendono molto lentamente denotano un vino più alcolico e di maggior corpo (vini normalmente che superano i 13% con affinamenti importanti).

Non è magia. Tutto questo ha una spiegazione scientifica: l’ampiezza degli archetti è inversamente proporzionale alla concentrazione alcolica. Più c’è alcol più gli archetti sono stretti, più scendono lentamente più il vino è denso. La fluidità alla roteazione indica la sua intrinseca consistenza. Non dobbiamo dimenticare che il vino è una miscela idroalcolica e l’alcol gli conferisce una viscosità maggiore rispetto all’acqua. Maggiore è il contenuto di alcol, di glicerina e di estratti secchi e zuccheri, più il vino risulterà viscoso e meno fluido.

archetti lacrime vino

Ultimi due suggerimenti:

  • Attenzione alla pulizia del bicchiere! Bicchieri puliti con brillantante rendono il fenomeno meno rilevante in quanto si crea una patina sul calice che tende a far scivolare il liquido.
  • Non farlo con le “bollicine”! Per i vini spumanti è assolutamente vietato far roteare il calice in quanto le bollicine formatesi con tanta fatica all’interno della bottiglia sono preziosissime e non vanno disperse.

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