Vino Vegano: cos’è, come si produce e perché Villa Vitas ha scelto V-Label
Non tutti i vini sono vegani: la differenza si gioca in cantina. In Friuli, Villa Vitas ha certificato V-Label tre dei suoi vini, Chardonnay, Pinot Grigio e Merlot, e ci racconta perché con le parole di Roberto Vitas.

Il vino non è già vegano?
Uva, lieviti e tempo. Sulla carta il vino sembra il prodotto vegano per eccellenza. Eppure, se lo chiedi a un enologo, la risposta è meno scontata: molti vini, durante la lavorazione, incontrano sostanze di origine animale.
Non entrano nella ricetta, ma passano dal processo. Succede soprattutto nella chiarifica, la fase in cui il vino viene reso limpido e stabile prima di andare in bottiglia. Per tradizione, qui si usano coadiuvanti come:
- albumina d’uovo, storica alleata dei grandi rossi;
- caseina e caseinato di potassio, derivati dal latte;
- gelatina animale;
- colla di pesce, ricavata dalle vesciche natatorie dei pesci.

Questi coadiuvanti catturano le particelle in sospensione, precipitano sul fondo e vengono poi separati dal vino. Il loro impiego, però, basta perché un vino non possa dirsi vegano. Non a caso la normativa europea impone di indicare in etichetta uova e latte quando ne restano tracce rilevabili.

Come si realizza un Vino Vegano
Fare un vino vegano non significa rinunciare alla qualità. Significa scegliere strumenti diversi per ottenere lo stesso risultato: un vino limpido, stabile, pulito al naso e al palato. Le alternative più diffuse sono:
- Bentonite: un’argilla naturale, usata soprattutto sui bianchi per la stabilità proteica.
- Proteine vegetali: estratte da pisello o patata, prendono il posto di gelatina e albumina.
- Carbone vegetale e PVPP: aiutano a correggere colore e composti che tendono a ossidarsi.
- Chitosano di origine fungina: un coadiuvante non animale per chiarifica e stabilizzazione.
- Tempo e filtrazione: affinamenti lunghi, decantazioni naturali e filtrazioni meccaniche riducono o eliminano il bisogno di chiarificanti.
Poi c’è la garanzia per chi acquista. La V-Label, marchio internazionale tra i più riconosciuti in Europa per i prodotti vegani e vegetariani, verifica ingredienti e coadiuvanti usati lungo il processo produttivo. Per chi sceglie una bottiglia è un segnale chiaro, leggibile a colpo d’occhio.
E il gusto?
Un vino vegano non ha un “sapore vegano”. Se il lavoro in vigna e in cantina è fatto bene, nel calice ritrovi il vitigno e il territorio. La differenza sta in ciò che non c’è.
Chi lo sceglie, e perché
Non solo chi segue un’alimentazione vegana o vegetariana. Il vino vegano parla anche a chi evita uova e latte per intolleranze o allergie, e a un pubblico sempre più ampio che vuole sapere cosa c’è dietro ogni bottiglia. È una scelta di trasparenza, prima ancora che di stile di vita.
Villa Vitas: una storia friulana lunga più di un secolo
Siamo a Strassoldo, antico borgo feudale della Bassa Friulana, tra Palmanova e Aquileia. Qui sorge Villa Vitas: una dimora settecentesca immersa in un parco secolare, con un viale di magnolie che si apre sui vigneti.
La storia della famiglia Vitas nel vino comincia nel 1907 a Trieste, con un’attività di commercio nel porto franco. Nel 1937 arriva l’acquisto della tenuta di Strassoldo, che da allora è il cuore dell’azienda.
Oggi Villa Vitas coltiva circa 18 ettari in DOC Friuli e produce circa 130.000 bottiglie l’anno. Ogni fase, dalla vigna all’imbottigliamento, avviene in azienda: un controllo completo della filiera che rende possibili scelte come quella vegana.
In gamma trovi i classici del Friuli, come Friulano, Ribolla Gialla (anche in versione Brut) e Refosco dal Peduncolo Rosso, accanto a varietà internazionali come Chardonnay, Pinot Grigio e Merlot.



Tre vini e una scelta vegana: l’intervista a Roberto Vitas
Villa Vitas ha ottenuto la certificazione Vegan per tre dei suoi vini: Chardonnay, Pinot Grigio e Merlot. Per raccontare il perché di questa scelta, Vitas ha rivolto tre domande a suo padre Roberto.

Perché avete scelto di certificare Pinot Grigio, Chardonnay e Merlot come vini Vegan?
Villa Vitas ha una storia lunga più di un secolo, ma questo non significa rimanere legati al passato. Crediamo che una cantina debba continuare a evolversi, mantenendo però intatta la propria identità.
La certificazione Vegan per Chardonnay, Pinot Grigio e Merlot rappresenta quindi un ulteriore passo in questa direzione, offrendo vini che rispondano alle esigenze di un consumatore sempre più attento e consapevole.
Cosa comporta concretamente ottenere la certificazione V-Label Vegan?
Significa verificare che durante il processo di vinificazione non vengano utilizzati prodotti o coadiuvanti di origine animale, nel rispetto dei requisiti previsti dallo standard V-Label.
La certificazione non riguarda semplicemente ciò che troviamo nel calice, ma anche il percorso dalla vinificazione al prodotto finito.
Come si inserisce questa certificazione nel percorso di sostenibilità di Villa Vitas?
Per noi la certificazione Vegan rappresenta un ulteriore passo avanti in un percorso di sostenibilità che abbiamo già intrapreso da tempo.
Tutti i nostri vini, infatti, sono già certificati SQNPI (Sistema di Qualità Nazionale Produzione Integrata), una certificazione che garantisce pratiche agricole sostenibili e attente all’ambiente, dalla cura dei vigneti fino alla trasformazione in cantina, nel rispetto del territorio e di chi sceglie i nostri vini.
La V-Label si aggiunge quindi a questa filosofia, ampliando il nostro impegno verso una produzione sempre più attenta, responsabile e trasparente.
Dalla vigna al calice: V-Label e SQNPI
La scelta vegana di Villa Vitas non arriva da sola. Tutti i vini della cantina sono già certificati SQNPI, il Sistema di Qualità Nazionale Produzione Integrata promosso dal Ministero dell’Agricoltura. In etichetta lo riconosci dal logo con l’ape.
La produzione integrata limita l’uso di prodotti di sintesi e privilegia pratiche agronomiche a basso impatto, con controlli lungo tutta la filiera.
La V-Label aggiunge un secondo livello di garanzia: nessun derivato animale nel processo di vinificazione.
Due certificazioni, un’unica idea: un vino più attento all’ambiente, più trasparente verso chi lo beve e sempre fedele al territorio da cui nasce.

Degustazioni a Villa Vitas: la scelta vegana, direttamente nel calice
Leggere di un vino è una cosa. Sentirlo raccontare da chi lo produce, tra le botti e i filari da cui nasce, è un’altra. Villa Vitas apre le porte a chi vuole conoscere da vicino la cantina, la villa e i suoi vini.
Su Cantine.wine puoi prenotare tre esperienze, con conferma immediata e cancellazione gratuita:

Perché vale il Viaggio?

- Una villa del Settecento e un parco secolare con viale di magnolie
- L'incontro con una famiglia che fa vino da più di cent'anni
- Il museo privato degli attrezzi agricoli
- Gli appartamenti della tenuta, se vuoi fermarti a dormire
- Cani benvenuti e parcheggio in loco
- Aquileia e Palmanova, entrambe patrimonio UNESCO, a pochi chilometri
Il Nostro Consiglio:
quando prenoti, chiedi di assaggiare Chardonnay, Pinot Grigio e Merlot certificati V-Label.
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Scegli la data, conferma in pochi clic e preparati a scoprire il Friuli da un punto di vista nuovo: quello di una cantina storica che continua a evolversi.
FAQ – Domande frequenti sul vino vegano
Tutti i vini sono vegani?
No. Molti vini vengono chiarificati con albumina, caseina, gelatina o colla di pesce. Un vino è vegano solo se in nessuna fase si usano prodotti o coadiuvanti di origine animale.
Come riconosco un vino vegano?
Cerca in etichetta un marchio di certificazione come la V-Label. In assenza di certificazione, puoi chiedere direttamente alla cantina come viene chiarificato il vino.
Vino vegano e vino biologico sono la stessa cosa?
No. Il biologico riguarda soprattutto come si coltiva la vite; il vegano riguarda l’assenza di derivati animali nella produzione. Un vino può essere l’uno, l’altro o entrambi.
Quali vini vegani produce Villa Vitas?
Chardonnay, Pinot Grigio e Merlot, certificati V-Label. Tutti i vini della cantina sono inoltre certificati SQNPI.
Come si prenota una degustazione a Villa Vitas?
Direttamente su Cantine.wine: scegli l’esperienza, la data e il numero di persone. La conferma è immediata e la cancellazione gratuita.
