Il vino perfetto per le feste

I preparativi ormai volgono al termine, i regali sono tutti stati acquistati, la lista della spesa è ultimata e gli addobbi colorano le nostre case. Ma siamo sicuri di non aver dimenticato proprio niente? Che bottiglia di vino stapperemo, con cosa daremo il benvenuto ai nostri amici e parenti e quale vino accompagnerà il nostro pranzo di Natale?

I pochi giorni che mancano al Natale sono un perfetto countdown che ci permetterà di scoprire semplici regole, piccoli segreti e costruire insieme la nostra personale carta dei vini delle feste. Allora … 5,4,3,2,1 …. vini in tavola!!!

Metodologia dell’abbinamento: poche regole per un risultato impeccabile

Partiamo dalle basi: vi siete mai chiesti cosa succede in bocca quando introduciamo un cibo? Le papille gustative vengono sollecitate e percepiscono sapori che il nostro cervello elabora e restituisce in termini di gusto, piacevolezza, piccantezza ecc. Se in aggiunta al cibo beviamo un sorso di vino gli aromi di quest’ultimo potranno sovrastare o essere sovrastati da quelli del cibo, potranno scontrarsi con essi o, invece, trovarsi in perfetta armonia. La ricerca dell’equilibrio a tavola passa anche da questo: se l’abbinamento è corretto emergeranno nella nostra bocca nuove e piacevoli sensazioni. Ecco un breve elenco delle cose da fare prima di acquistare un vino:

Ti abbiamo incuriosito? Leggi anche Vino e Antipasti, come abbinarli

  1. SCOMPOSIZIONE DEL PIATTO: ogni piatto (inteso ovviamente come pietanza) va scomposto nelle sue componenti principali (tipo di cibo, tipo di cottura, tempi di cottura e aromatizzazioni). Prendiamo il nostro menù e scomponiamo tutti i nostri piatti. Ogni cibo può esser analizzato secondo i seguenti parametri:
    • Grassezza o sensazione di patina (es. un salume grasso, il lardo ..)
    • Untuosità o sensazione che scivola (es. i sughi particolarmente ricchi di oli di cottura ..)
    • Succulenza o sensazione di grande salivazione (es. la bistecca ..)
    • Speziatura o sensazione aromatica (es. pepe, rosmarino, peperoncino …)
    • Riduzione o trasformazione che subisce un cibo per cottura, stagionatura, affumicatura ecc

2. ABBINAMENTO PER ANALOGIA O CONTRASTO: entrambi i metodi di abbinamento vanno presi in considerazione per cercare di ottenere un buon equilibrio in bocca.

  • Abbinamento per analogia: nel momento in cui prendiamo in considerazione le parti speziate/aromatiche e la cottura (stagionatura, affumicatura ecc). Tanto più un cibo sarà speziato tanto più avrà bisogno di un vino intenso e persistente in bocca. Al contrario un cibo delicato vorrà un vino più semplice e meno penetrante come aroma. Stesso discorso vale per quella che viene definita “riduzione”: anche in questo caso a cibi poco elaborati come cottura andranno abbinati vini giovani e freschi mentre a piatti particolarmente complessi si abbineranno vini di struttura e importante invecchiamento (es. un Pinot bianco del Trentino o un Pigato Ligure su una insalata di mare, un Barolo o un Sagrantino di Montefalco su uno stracotto).
  • Abbinamento per contrasto: quando prendiamo in analisi untuosità, succulenza e grassezza. In questi casi non cerchiamo strutture o complessità simili ma anzi cerchiamo di ripulire la bocca. Per contrastare la sensazione di grassezza occorre abbinare una buona dose di acidità ed effervescenza del vino. Per ripulire da una sensazione di untuosità ci vogliono acidità e tannini mentre per interrompere la succulenza occorre l’alcolicità e un buon corpo. Se invece consideriamo le parti acide, amaricanti e pungenti del cibo dobbiamo correre ai ripari con la dolcezza (es con bianchi aromatici o rossi più tondi come il Merlot)

 

3. LA PROGRESSIONE: non soltanto i vini devono trovare una giusta corrispondenza con i piatti ma devono avere anche una progressione logica fra di loro. Normalmente alle portate di pesce si abbinano vini bianchi mentre alle portate di carne vini dal rosè al rosso. All’interno di questa prima scrematura dobbiamo poi progredire dall’aperitivo al dolce sia da un punto di vista di corpo del vino che di gradazione alcolica ed invecchiamento.

Si partirà con vino delicato e leggero alla bocca per iniziare il pasto ed invogliare alla prosecuzione. Una bollicina, sia Charmat che Metodo Classico, o un bianco fruttato e semplice sugli antipasti per poi proseguire con un bianco più strutturato, un rosè o un rosso giovane sui primi. Sui secondi possiamo proseguire con un bianco strutturato o un rosso più corposo fino ad arrivare ai passiti e distillati. Ricapitolando l’ordine di progressione è:

  • Spumanti Metodo Charmat o Classico secchi
  • Vini Bianchi
  • Vini Rosati
  • Vini Rossi
  • Spumanti Dolci, Vini Liquorosi e Passiti
  • Distillati 

4. ABBINAMENTI VINCENTI O ERRORI CLAMOROSI: l’abbinamento che normalmente risulta sempre essere vincente è quello regionale. Se secoli di tradizioni e storia del territorio hanno portato a determinati abbinamenti difficilmente possiamo sbagliare (un succulento cotechino abbinato alla fragranza di un ottimo Lambrusco). Ci sono invece alcune regole inderogabili che non possiamo transigere:

  • il dolce vuole il dolce. Vietato servire sul dolce un vino o spumante secco
  • sul gelato va servita l’acqua. La temperatura della bocca dopo aver mangiato il gelato vanifica ogni possibilità di abbinamento
  • per il cioccolato servono vini molto morbidi a causa delle alte concentrazioni di cacao. Vanno bene anche distillati
  • se viene usato un vino in cottura servire lo stesso vino magari più invecchiato (una riserva)

Menù di Natale alla mano iniziamo a capire se le scelte dei vini che avevamo pensato seguono queste regole o altrimenti corriamo ai ripari con le indicazioni che verranno fornite nelle prossime uscite.

Buon Divertimento

Divertiti a creare accostamenti per i tuoi piatti. Scopri il nostro wine shop

Likes:
0 0