10 miti da sfatare sul mondo Franciacorta

Sei un grande appassionato di vino, ma forse non sai che esistono alcune leggende sulla Franciacorta che sono del tutto false. Vediamo insieme quali sono.

La Franciacorta è una delle mete preferite dagli winelover. Cantine prestigiose, paesaggi mozzafiato, vitigni a perdita d’occhio. E poi ancora sapori, profumi e naturalmente bollicine. Ogni appassionato di vino che si rispetti non ha perso l’occasione di visitare una cantina in Franciacorta. Ma forse non sa che esistono alcuni miti su questo territorio che sono del tutto falsi. Andiamo a scoprirli uno per uno.

1. La Franciacorta è una zona vinicola costruita a tavolino negli anni ’60 senza valenza storica alcuna

Il nome ‘Franza Curta’ compare per la prima volta negli annali del comune di Brescia nell’anno 1277 per designare quell’area che corrisponde agli odierni confini.

Barone Pizzini Franciacorta cantina
Interno della cantina Barone Pizzini,
una delle più antiche in Franciacorta

Il nome trae origine dalle Corti Franche, luoghi avvantaggiati dall’esenzione dei tributi, sorte con l’insediamento di comunità di monaci benedettini nel XII secolo i quali ottennero benefici fiscali in cambio della loro attività sul territorio.

2. La Franciacorta è un pessimo tentativo italiano di emulare i fasti della Champagne francese

Le due realtà sono profondamente diverse sia per i vitigni coltivati sia per la natura del suolo e del clima.

In Francia vengono coltivati Chardonnay, Pinot Nero e Pinot Meunier e troviamo un terreno prettamente gessoso, calcareo e minerale, con un clima secco e ben ventilato. In Italia si coltivano Pinot Nero, Pinot Bianco e Chardonnay su un suolo di origine prevalentemente morenica glaciale con un clima umido e piovoso.

3. Le cantine che possiedono la certificazione biologica producono vini migliori di quelle che si limitano a seguire i precetti del disciplinare

In realtà la questione del biologico è molto più complessa. Necessita ancora di molti studi per poter essere valutata con obiettività.

Con questo metodo di coltivazione infatti le uve che si ottengono sono inferiori come qualità e quantità. Oltretutto, essendo la Franciacorta una zona umida e piovosa, i produttori sono costretti a ripetere i trattamenti a base di zolfo e rame ogni volta che piove, perché la pioggia lava via queste sostanze facendole sedimentare nel suolo. Di conseguenza esso si impoverisce e riduce il suo potenziale fertile.

Mosnel Franciacorta cantina
Bottiglie di Franciacorta Mosnel,
prestigiosa cantina di lunga tradizione

In conclusione, possiamo affermare che il biologico perciò funziona molto bene nelle zone secche e ventilate, ma in una zona umida piovosa come la Franciacorta c’è il rischio di causare un danno al terreno.

4. Solo la pressa a polmone dotata di un airbag interno che spreme in maniera dolce le uve è idonea alla vinificazione del mosto fiore

Fondamentalmente le presse sono tutte uguali e il mosto fiore è ottenibile con qualsiasi modello in commercio. Quello che cambia è l’accortezza che il vignaiolo deve mantenere nella fare di spremitura.

Mentre con la pressa a polmone si possono inserire le uve, impostare il programma e poi dedicarsi ad altro, con altri tipi di presse si deve seguire la spremitura per filo e per segno avendo cura di ripetere le analisi del mosto ad intervalli brevi e regolari, al fine di ottenere i parametri necessari per separare i vari mosti.

5. Il remuage a mano è più efficace e dà elevato pregio alla bottiglia

Il remuage a mano è stato quasi totalmente abbandonato a favore dell’utilizzo del gyropalette, un macchinario che svolge le stesse funzioni ma in minor tempo e con la massima precisione, non è ottenibile per mezzo del lavoro manuale. Di conseguenza si risparmia sui costi di produzione e si hanno bottiglie di qualità elevata.

Castello Bonomi Franciacorta cantina
Tenuta di Castello Bonomi,
storica e meravigliosa cantina in Franciacorta

6. La liqueur che si aggiunge in fase di sboccatura è una formula segreta custodita gelosamente da ogni cantina

La ricetta della liqueur non è un segreto di Stato e nemmeno una formula alchemica da custodire gelosamente. Il disciplinare Franciacorta consente di inserirvi solo zucchero e vino Curtefranca o Franciacorta.

7. Un vino poco o nulla dosato è più pregiato rispetto ad un vino con una maggiore quantità di zuccheri aggiunti

Il dosaggio di uno spumante dipende da ben altri fattori: il tipo di vino voglio ottenere, il target commerciale e le caratteristiche organolettiche del mosto di partenza ne sono un esempio. Un mosto di pessima qualità non si corregge con qualche cucchiaio di zucchero. Non è un sugo di pomodoro troppo acido.

8. Il rosé è un vino facile, da donna docile e remissiva

Per realizzare il Franciacorta rosé è obbligatorio che sia composto per il 35% da Pinot Nero. Questo è un vitigno che in una cuvée conferisce caratteristiche di struttura, forza, carattere e incisività in proporzione variabile alle tecniche di vinificazione utilizzate.

Tenuta Ambrosini Franciacorta cantina
Nella Tenuta Ambrosini vengono coltivati
i classici vini Franciacorta

Recentemente sono nate molte versioni di rosé in cui le suddette caratteristiche vengono volutamente esaltate e non è raro trovarne a base di Pinot Nero in purezza, che viene vinificato in maniera tale da non alterare le caratteristiche del terroir.

Dunque, se il rosé fosse una donna, sarebbe senza dubbio una donna con gli attributi.

9. Durante la degustazione si deve sempre roteare il calice per un analisi sensoriale completa

Una delle peculiarità del Franciacorta è proprio il suo perlage molto fine e carezzevole la cui osservazione visiva e gustativa è parte integrante della degustazione. Se si fa roteare spensieratamente il calice come per un qualsiasi vino fermo, convinti di esaltarne gli aromi, le nostre bollicine andrebbero irrimediabilmente perse e con esse gran parte della piacevolezza della degustazione.

Per ovviare a questo inconveniente è stato brevettato l’apposito calice Franciacorta la cui particolare conformazione consente di apprezzare contemporaneamente perlage e profumi senza troppe manipolazioni.
Quindi, bando alle flute e coppe da champagne varie.

10. Se si è a dieta è meglio bere un Pas Dosé perché è meno calorico, in quanto non vengono aggiunti zuccheri in fase di sboccatura

La differenza calorica tra un Pas Dosé e una qualsiasi altra tipologia di Franciacorta a dosaggio più alto è di fatto irrisoria. Non dimentichiamo che si sta parlando di grammi di zucchero a litro di vino, una quantità che difficilmente una persona riesce a bere da sola.

Le calorie di un calice di Franciacorta sono mediamente 80 con pochissime differenze tra le varie tipologie, perciò bevete quello che più gradite. Sempre con moderazione naturalmente.

Contadi Castaldi Franciacorta cantina
Veduta della cantina Contadi Castaldi,
catasta di bottiglie di Franciacorta in affinamento

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10 miti da sfatare sul mondo Franciacorta
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Sei un grande appassionato di vino, ma forse non sai che esistono alcune leggende sulla Franciacorta che sono del tutto false. Vediamo insieme quali sono.
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